
In una partecipata serata estiva, ospitata presso il Polo Innovativo di Educazione Ambientale della Storga, è stato presentato il volume I racconti della Storga, opera che raccoglie le storie di Gian Pietro Barbieri, Marco Fintina e Rodolfo Piz.
L’incontro è stato anche un momento di ricordo e di gratitudine nei confronti di Gian Pietro Barbieri, poeta, educatore, scrittore, narratore e anima storica della Storga, scomparso a dicembre. La maggior parte delle storie contenute nel libro portano infatti la sua firma e rappresentano una preziosa testimonianza del suo sguardo poetico sulla natura, sull’infanzia e sulle relazioni educative, che condividiamo in toto.
L’idea del volume nasce alcuni anni fa dal desiderio di raccogliere una parte delle suggestioni, delle avventure, delle scoperte e delle fantasie che quotidianamente prendono forma all’interno del Parco della Storga. Nel corso del tempo Gian Pietro Barbieri, Marco Fintina e Rodolfo Piz hanno custodito racconti, appunti e invenzioni narrative nate dall’incontro con migliaia di bambini e famiglie che hanno frequentato il parco.
Prima della scomparsa di Gian Pietro, il progetto aveva già preso forma. Successivamente, grazie anche al contributo artistico di Simona Ceccon, le storie sono state arricchite da illustrazioni che accompagnano il lettore all’interno dell’immaginario della Storga. Sebbene inediti in forma editoriale, molti di questi racconti erano già noti ai bambini che negli anni hanno partecipato alle attività educative del parco. Alcuni di loro oggi sono diventati ragazzi, ma conservano ancora il ricordo di personaggi, animali parlanti, misteri del bosco e avventure condivise tra sentieri e radure.
La Cooperativa Comunica ha scelto di pubblicare questo libro come omaggio a Gian Pietro Barbieri e al patrimonio educativo, culturale e umano che ha contribuito a costruire oltre perchè convinta del valore educativo e artistico del prodotto in sè. I racconti della Storga rappresentano così non solo una raccolta di storie e di disegni, ma anche la testimonianza viva di un modo di educare fondato sull’immaginazione, sul contatto con la natura e sulla capacità di meravigliarsi.
La numerosa partecipazione alla serata ha confermato quanto profondo sia il legame che Gian Pietro ha saputo creare nel tempo con colleghi, amici, famiglie e bambini. Un’eredità che continua a vivere nelle persone, nei luoghi e nelle storie che ha contribuito a generare.








